Categoria: Poesie

Voglia di incontrarti

madre

Se morire è non vedere più nemmeno un’ombra
di ciò che ho amato,non è veramente allegro
Anche  se mi consola la certezza dell’aldilà
ove tu riposi nel cuore di Dio,qui io fremo
dalla voglia di incontrarti,anche nel sogno
per godere il fruscio del tuo corpo curvato
o sentire l’eco di rimproveri nella visione
delle tue labbra,che mi dipingevano sorrisi
di maternità,che facevano brillare il cuore
Ora,ogni sera,vado a letto,con una speranza
mai spenta e sempre colma di vecchi ricordi
di ravvivare in me il volto della tua anima
inciso dalle tante rughe lavorate dal tempo
che mi aspetta sul solito divano di legno e
mi rimprovera,per non essere stato puntuale
un mondo di tante moine,con parole ed occhi
non proprio nervosi,anzi ancora materni,che
io vorrei,almeno un volta,rivivere in sogno

Airone in volo

airone

Quando mi fermerò sulla riva d’autunno
incerto per l’età,ricordo le primavere
vissute,abbracciato alle grandi poesie
della speranza,che impregnava il tempo
e dava sussulti di volo ad ogni ideale
Guarderò a ciò che fu la vita:intarsio
d’amore vero,che pur cadendo tra sassi
e spine,s’inoltrava sempre verso di Te
ove trovava la bellezza del suo domani
e l’energia per alzarsi airone in volo

 

 

Un posto per me

arco

Quando la scena della vita chiude la recita

non avrò gradini da salire ma un arcobaleno

senza barriere e senza cortei di sofferenza

che mi vestirà di colori e mi porterà lassù

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La bellezza del passato

conf

A dispetto di tanti amici
che non hanno il coraggio
di leggere più il passato
io continuo a rivisitarmi
per ricordare quando dove
battezzai torri di babele
nei ponti di risurrezione
quante follie abbandonate
negli usati confessionali
diventarono porti di pace
soprattutto,come io mutai
tante possibilità perdute
in profumo di fiori nuovi
che deponevo avanti a Lei
Maria in cappella,dove io
andavo con le mani aperte
ed uscivo pieno nel cuore
ricco dell’affetto di Dio
che muore tutti i venerdì
e risorge il terzo giorno

A testa alta

Spesso dalle bugie ordite solo per diffamare
può nascere la verità,che spazza via inganno
ed infamia,eliminando l’ aia della cattiveria
ove ognuno fra le dita fa  frusciare  pensieri
che in pochi istanti sporcano anche le perle
più stupende, incise dalla furia della strada
Che dolore sentire addosso il peso del fango
che incurva il cuore e la mente senza sapere
da dove viene, come un vento sottile che fuma
prima gemiti di curiosità e dopo si distende
in ululati sempre più alti  come voci di lupi
il cui ascolto la fantasia agitata amplifica
Ma non sempre le bugie vincono,spesso cadono
e, benché trapuntate di tanti ricami meschini
con cui cercano di imbastire nuovi necrologi
soccombono alla forza della verità,che rompe
le maglie delle reti, facendo brillare l’ uomo
che avanza a testa alta senza odori  di fango

Fiori d’ amore

amo

Non vorrei ascoltare
mai più
le voci dei poveri,
che gridano il dolore
alla  nostra sordità;
mai più vorrei vedere
tanti occhi disperati,
che guardano morenti
le scene disonorevoli
delle nostre ricchezze;
mai più
vorrei leggere pagine,
ove il grido della fame
si scioglie come vergogna
per la nostra ipocrisia.
Anche tu,come me,amico mio,
non resisti più
alla visione dei morenti
che cercano solo tra le stelle
chi sazia la loro fame;
anche tu,come me,
non vorresti più vedere
tanta umanità trafitta
dalla croce della povertà
che genera il nostro egoismo;
come me,anche tu
vorresti un mondo diverso,
non disseminato da petali
che altri fanno appassire,
ma da fiori che profumano d’amore

Nella favela dell’abbandono

favela

Mai girerò le spalle al pianto della sofferenza
passerò sempre la frontiera e andrò la dove c’è
sempre qualcuno che aspetta una stretta di mano
uno sguardo un sorriso un segno di vera umanità
Andrò là dove posso farmi contagiare dall’amore
nella visione di un mondo che brucia di miseria
stravolto da ogni forma di stupido appannamento
che vede più la dignità dell’animale che l’uomo
Andrò mi fermerò indosserò il grembiule leggero
servirò,modulando l’arpa della bontà che mostra
come un uomo si riconcilia con l’altro,cercando
nella favela dell’abbandono il dolore di Cristo

Sono come mi vedi

nuvola

Sono così come tu mi vedi,

non vengo da una nuvola,

ove sognando l’impensabile,

mi esalti diverso dagli altri.

Se sono buono ed affabile

è solo perché ogni giorno

nella tela della vita scopro

il volto stracciato di Dio.

Ecco perché non sarò mai

e poi mai un uomo del cielo,

se prima non ricomporrò qui,

insieme a te,la Sua immagine.

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Non sono un angelo

angelo

Non sono un angelo che sale e scende
dal cielo per donare profumi d’amore
a chiunque incontra lungo le sue vie
né un piccolo santo che,pur radicato
in Dio,accetta tutto,anche le offese
che rimbalzano addosso senza ragioni
sono solo un uomo che nulla disdegna
di sé,leggendo quasi in uno specchio
la verità dei suoi deboli crepuscoli
un uomo che sa cercare l’estasi vera
per penetrare il Mistero ultimo,però
sa pure cavalcare le selve del cuore
Sì,sono solo uomo che cade e si alza
trovando sempre in sé vie di ritorno
che indicano come ricomporre l’Amore

L’ Amicizia

amicizia

Un’amicizia che non lascia traccia
è uno scrigno vuoto,dove non trovi
odore d’amore o barlumi di affetto
ma solo fuliggine neppure sbiadita
quasi intarsio annerito di polvere
che distrugge anche il suo ricordo
Non così l’amicizia pulita vissuta
come un tesoro che raccoglie tutto
persino i pochi spiccioli di cuore
essendo anch’essi come monete rare
che segnano i passi d’ogni momento
dove leggi passato presente futuro
il passato che mi parla di Eurialo
e Niso,il presente dei vincoli che
ci legano,il futuro che dice amore
e qui navigo io con vele ben salde
trasparenti che il vento scuote,ma
non spezza, perchè tutte d’un pezzo