Categoria: Pensiero del giorno

Bellezza combinata

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É un momento di grande stupore lasciarsi attrarre
dalla bellezza combinata del mare e del cielo,
soprattutto quando gli occhi si lanciano lontano
e li confondono in unità.
Qui,sembra vedere un intarsio di cielo, a  volte di mare,
tutto sempre in una cornice di grande curiosità,
dove il mistero avanza e scruta l’ anima  con tante domande.
All’ improvviso, si  aprono orizzonti nuovi, dove é facile
gustare un profondo desiderio di infinito, che eleva la stessa umanità.

Tutti siamo un pò vanitosi

Tutti siamo un pò vanitosi.
La vanitá é un corollario della nostra umanità.
Chi non si trucca, non fa uso  di creme, di profumi o non accarezza le labbra di rossetto?
Chi non sceglie un abito diverso dall’altro, attratto dalla sua manifattura o dalla fama del marchio?
Chi non si lascia a volte sedurre dalla moda?
Un pò di vanitá non dispiace.
Il necessario però che non diventi idolatria o fasciatura della propria verità.
A poco o a nulla serve ostentare ciò che non è vero.
È un istante che subito passa.
Invece, crea sempre attrazione la verità di se stesso,un fascino in cui non manca però quel minimo di sfumature,
che l’intelligenza non smette di inventare per la bellezza dell’umanità.

Esiste la gratitudine?

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Molti chiedono gratitudine per ogni gesto di benevolenza.
Non avendola,spesso si chiudono in sé  e  si fanno sordi ad ogni grido di necessità.
Purtroppo,  ancora pochi sono quelli che hanno imparato a donare senza corrispettivo.
E  pochissimi  quelli che provano gioia più nel dare che nel ricevere.
Ma al di lá del pensiero altrui, io mai nulla ho donato in attesa di qualcosa.
Mai  ho cercato gratitudine da qualcuno,  se non da me stesso, 
che vedendomi sulle onde del vangelo, trovo nel sorriso di Cristo,  
la gratitudine più grande, quella che apre la porta del Cielo.

Il miracolo delle lacrime

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Chi non ha mai pianto non è un vero uomo e tanto meno ha una fede viva.

Tra i tanti miracoli dell’umanita quello delle lacrime è  il più bello, perché schiude il cuore alla gioia e al dolore, al sorriso dell’accoglienza e alla tristezza del rifiuto.

Dipingono il ritratto dell’ anima nell’ istante di versare il nettare della sua bellezza.

Gli occhi asciutti sono quasi sempre insignificanti, a differenza di quelli bagnati, che donano sempre scintille di dolcezza.

Nessuno può gustare intensamente la vita, se non passa attraverso le lacrime; come nessuno può raggiungere il Cielo, se i suoi occhi non hanno mai pianto.

Il silenzio di chi tace

silenzio

Tu credi che le parole gridate vengono sempre ascoltate ed accolte per ciò che riferiscono.

Invece, non è  così. A volte colpisce più il silenzio di chi tace, che le parole di chi grida.

Purtroppo, oggi più di ieri, c’ è una idolatria della parola, per cui è  più  facile trovare chi mostra un continuo parlare senza silenzi, che chi vive un silenzio parlante, però senza parole.

Cosi, molti parlano e non dicono nulla, a differenza di altri che tacciono e con il loro non parlare, dicono molto.

La verità è  che mentre la mente è  una fucina di belle parole, che le labbra accarezzano,  ma non animano, e, quindi presto si perdono, il silenzio è  il crogiuolo del cuore, da cui ogni parola che esce, è  solo un suo effluvio di maturazione.

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La bellezza di un volto sereno

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La bellezza di un volto sereno é ciò che mi attrae e mi carica di tanti pensieri, che  mi mettono in discussione.
Provo una seduzione,che non si ferma alla semplice visione, ma va oltre, toccando quel mondo interiore,
dove cerco di trovare ciò che mi manca, per essere anch’io sereno.
E trovo in esso come delle strisciate di ansia e di insofferenza, che mi tengono sospeso a tanti capricci.
Qui inizio a misurarmi con ciò che sono e scopro, ancora una volta, che la serenità non si veste di apparenze, ma solo della ricchezza dell’anima.

Le vere rughe

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Non temere le rughe che il tempo incide sul tuo viso.
Possono macchiare la sua bellezza, ma non riescono
ad offuscare gli occhi, che raccontano ciò che eri e sei.
Quelle che fanno veramente paura sono le rughe della mente,
che la rendono incapace di volare libera nell’ azzurro del cielo
e quasi sempre le cancellano persino i ricordi.
E le rughe dell’ anima, che la intenebrano in una coltre di fuliggine
e le tolgono quel profumo di Dio, che è il suo vero respiro di vita.

Fragilitá delle cose

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Finchè sono le cose a gestire la vita, non mancano mai ombre di incertezza e di paura.
Del resto, non è il loro odore a garantire fascino e sicurezza al suo andamento,
ma solo quella bellezza interiore, che timbra ogni desiderio in un intarsio di verità.
Le cose donano sorriso solo per poco tempo e, soprattutto, quando si posseggono.
Invece, ogni respiro, baciato dall’anima, è un approdo sicuro in un porto di tranquillità,
dove chiunque può sentire vibrazioni dolci, che, andando aldilà delle stesse cose,
proiettano verso nuove certezze.
Ed è proprio qui che ognuno può vedere la distanza tra la loro fragilità,
che muta sempre destinazione e la forza, generata dalla freschezza dell’anima,
che fa della vita il bene più prezioso da amare.

Dove nasce la disperazione?

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La disperazione non è sinonimo di povertà.
Del resto, molti sono i poveri, che pur soffrendo la fame,
pur arrampicandosi sulle ortiche della indisponibilità dei ricchi,
non perdono mai la speranza di un futuro diverso e migliore.
Viceversa, moltissimi sono coloro che, pur avendo tutto,
si aggrovigliano facilmente nella ragnatela della insoddisfazione
e vivono senza respiri di speranza.
La disperazione non nasce dalla povertà, ma dalla caduta di ogni speranza.
E precisamente dalla incapacità di riempire il vuoto interiore non di qualcosa,
ma soprattutto di qualcuno.E chi è questo qualcuno capace di trasformare
la vita in un porto di tranquillità,se non il Cristo,Speranza unica,
che rende la povertà uno scrigno di perle preziose per l’ eternità?

Un porto di tranquillità

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Non so cosa farei o darei per sentirmi libero,
non più assorbito dal tempo che corre inesorabile,
dipingendo sul volto il tormento delle ore già vissute,
al cospetto di quelle che ancora mi restano.
E sono proprio quest’ ultime, che vorrei vivere
con respiri diversi,tutti anelanti ad un porto di tranquillità,
dove la memoria del passato si bagna del presente
e si arricchisce di gioia verso il futuro.