Categoria: Pensiero del giorno

Aspettando “Godot”

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Noi cristiani siamo diventati un po’  come i due barboni della commedia di Samuel Becktt :  ” Aspettando Godot “.
Siamo in attesa non del vero Dio, ma di un  piccolo dio, nel  quale vogliamo calare le nostre pretese, il recipiente in cui riponiamo i nostri idoli, piccoli o grandi, che segnano il nostro rifugio, trascinandoci in false sicurezze.
E sono proprio questi idoli, tenuti sempre  ben nascosti, che fanno da contraltare a Dio e creano resistenza alla sua vera adorazione.
Ma noi adoriamo veramente il Signore? Lo scegliamo come centro di riferimento della nostra vita? O ci lasciamo imprigionare dalla ragnatela delle nostre fantasie, che, il più delle volte, schiudono  la tentazione delle apparenze, la voglia  del successo, il carrierismo incontrollato, la frenesia di essere i migliori o artefici unici di noi stessi?
E non sono forse questi stessi  idoli che abbagliano la nostra umanità, fino ad impoverirla  in tante mediocrità?
Ben vengano le aspirazioni, che nascono dal cuore e dall’intelligenza, ma non la loro idolatria, che tarpa ogni autenticità di volo.
Perciò, finchè non ci spogliamo di questi idoli, che dilatano il nostro egoismo, facendoci sentire dirimpettai a chiunque si pone sul nostro cammino, noi continueremo ad essere sempre seguaci di questi piccoli dei, ma non figli del vero Dio, che, quale Padre, sa di che cosa abbiamo bisogno.

Meglio un pezzo di pane secco…

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” Meglio un pezzo di pane secco e la serenità,
che una casa dove si banchetta splendidamente e si litiga”(Proverbi 17,1).
Non sempre la sapienza biblica trova accoglienza nelle famiglie moderne,
dove tutto si misura sul possesso delle cose e nulla o poco sui valori.
In esse non c’è più dialogo, pazienza, comprensione  e, soprattutto,  
un po’ di silenzio,per guardarsi dentro e scoprire, come in uno specchio,
le pesanti ombre che aleggiano, fino a soffocare ogni respiro di serenità.
Preferiscono subire il fascino delle famiglie patinate,che sono la cornice
dell’attuale società,invece di impregnare il vissuto di ricchezza interiore.
Il Mazzini diceva che ” la famiglia è la patria del cuore”.
Oggi ciò che manca alla famiglia è proprio un supplemento di cuore.
E quando il cuore è assente ed ogni rapporto si fonda sul do ut des,
subentra il lento e costante sbriciolamento interpersonale,
che porta con sé la fine della storia familiare.
Non sono le cose o i suoi surrogati che creano e mantengono unita la famiglia,
ma il cuore e l’amore che tutti i componenti sapranno reciprocamente donarsi.

Al di là dell’oggi

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Troppo immersi nella conquista dell’ oggi e di quanto produce,
proviamo fastidio persino ad usare le parole, che potrebbero aprire
la vita oltre la morte.
Uccidiamo l’aldilà, paurosi di sciupare il piacere di vivere
e non ci rendiamo conto che, così facendo, massacriamo ogni istante
in un turbinio, senza il sapore di una speranza vera.
Eppure, non é la morte che incute paura, ma è  l’ inutilità della vita
che crea il suo terrore.
Se siamo oggi seriamente poveri nello spirito, non é dovuto alla vita,
che pur conserva straordinari pizzichi di novità, ma all’ assenza
dei pensieri ” ultimi “, che, se insorgessero in ciascuno di noi,
la trasformerebbero in un tempo per amare, per dare, per espiare.
E certamente saremmo felici sia per la vita, che corre verso le cose di lassù,
sia per la morte, che può bussare, quando vuole, alla sua porta,
che troverebbe sempre aperta

A me piace stare da solo

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A me piace stare da solo.
Lontano dal chiasso mi sento diverso, provo nuovi fremiti,
che mi aprono all’ Amore vero.
Gli parlo e mi parla, mi ascolta e l’ascolto: un dialogo tra amici,
che mi rende sereno e mi fa vedere tutti gli altri in uno specchio
di profonda umanità. Qui, in silenzio, mi cerco e mi sento cercato.
E quasi sempre ci ritroviamo e camminiamo insieme sull’arcobaleno del cielo,
dove l’ anima avverte il fruscio di Dio, una scia penetrante, che mi indica
le vie  da fare, per giungere al porto della pace.

Le mie lacrime sono diverse dalle tue.

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Le mie lacrime sono diverse dalle tue.
Le mie rivelano profumo d’ amore, le tue solo odore di rabbia.
Io corro sognando circuiti senza trofei,
per cui perdere o vincere nulla mi toglie o mi aggiunge.
Resto sempre me stesso, felice di ciò che sono e se piango
è solo perchè vedo altrove e non in me tanto dolore.
Nulla di ciò che è umano trascuro: esso mi appartiene.
Invece, tu piangi con gli occhi chiusi, consumato dalla morsa
del tuo cuore, scivolato in tanti rivoli di delusione.
Sì, perche hai voluto appenderti solo  ai tanti arcobaleni di gloria,
sui quali credevi di camminare come se avessero avuto basi solide,
ma ti sei ritrovato giù come un fagotto.
Ecco perchè è più duro il dolore di chi rovina, dopo aver pensato solo a se stesso.

Povera Italia!

coppia

In politica ognuno guarda esclusivamente a se stesso e al giardino che coltiva.
Il bene comune sembra soltanto un’ ombra rispetto a tali interessi, che diventano primari in ogni azione.
Tutti a parole fanno professione di fede nella collettività, ma nell’ impatto con la realtà ogni tensione è  subordinata solo alla crescita personale e partitica.
Pertanto,  ogni abbozzo di riforma o si inquadra in tali parametri  oppure  è  destinata a soccombere nel disprezzo di ogni idealità.
E’  la storia del nostro Paese, dove la litigiosità è  il tarlo delle menti e il tornaconto è  il germe atavico di ogni periodo.
Così, in tale contesto, molti in pubblico fingono di essere d’accordo, in privato, invece, uccidono quanto concordato.
E giocano ognuno al rialzo solo per tutelare il loro futuro, spesso incuranti della condanna che il tempo certamente decreterà, soprattutto per i protagonisti di oggi, che stanno generando un vero e proprio oscurantismo politico in un gioco di idee, promesse e decisioni, che hanno la durata di un fioco cerino.
Povera Italia, scivolata nelle mani di tanti mestieranti della politica, che a tutti i costi vogliono ergersi a padri di una nuova Repubblica!

Bellezza combinata

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É un momento di grande stupore lasciarsi attrarre
dalla bellezza combinata del mare e del cielo,
soprattutto quando gli occhi si lanciano lontano
e li confondono in unità.
Qui,sembra vedere un intarsio di cielo, a  volte di mare,
tutto sempre in una cornice di grande curiosità,
dove il mistero avanza e scruta l’ anima  con tante domande.
All’ improvviso, si  aprono orizzonti nuovi, dove é facile
gustare un profondo desiderio di infinito, che eleva la stessa umanità.

La vera amicizia

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L’amicizia è una parola molto gridata e troppo sciupata.
Alcuni la riducono a semplici moine o reciproci sorrisi.
E, pur sapendo di non nutrire sentimenti di sincerità, 
la vivono solo per convenienza.
Altri,invece,la ostentano e la invocano solo per se stessi.
E, pur saldandola con buoni vincoli,facilmente la soffocano,  
quando subentrano interessi.
E che dire di quelli che si professano amici perché si ritrovano
nei soliti salotti bene o frequentano gli stessi ristoranti?
L’ amicizia non è questo involucro di esteriorità.
È anima che genera e cerca amore.
E sa riposare solo nel cuore di chi si apre all’ amore.
Non conosce paure nè sottintesi.
È come un vaso comunicante che condivide tutto,
senza mai perdere una goccia.
Ecco perchè avere un amico è come possedere un vero tesoro.

Non sono nè comunista nè capitalista

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Se ami i poveri, sei un comunista. Se frequenti i ricchi, sei un capitalista.
E’  il pensiero debole di chi guarda l’ apparenza e non il cuore.
Io non sono né l’ uno  né  l’ altro. Non seguo nessuna ideologia.
Cerco solo di vivere il Vangelo, che mi offre la possibilità
di gridare la mia umanità nella luce di Cristo,
che, pur privilegiando i poveri, annienta Se stesso per la salvezza di tutti.
Ed  io, come Lui, pur aprendo il cuore a chiunque,
scendo verso il mondo che non conta,
dove gli occhi sono spenti e le mani sono sempre aperte.
Vado là dove la povertà si veste di gioia,  
nel gioco di una  provvidenza umana e divina,
che salda l’ amore verso Dio ed  il prossimo.

Tutti siamo un pò vanitosi

Tutti siamo un pò vanitosi.
La vanitá é un corollario della nostra umanità.
Chi non si trucca, non fa uso  di creme, di profumi o non accarezza le labbra di rossetto?
Chi non sceglie un abito diverso dall’altro, attratto dalla sua manifattura o dalla fama del marchio?
Chi non si lascia a volte sedurre dalla moda?
Un pò di vanitá non dispiace.
Il necessario però che non diventi idolatria o fasciatura della propria verità.
A poco o a nulla serve ostentare ciò che non è vero.
È un istante che subito passa.
Invece, crea sempre attrazione la verità di se stesso,un fascino in cui non manca però quel minimo di sfumature,
che l’intelligenza non smette di inventare per la bellezza dell’umanità.