E ballo

E ballo con la mia fantasia in un teatro di pupi, volteggio come una rondinella allargo le braccia guardo chi mi guarda e applaude,però sono triste, perché diversi sono i miei pensieri, che vibrano verità di paura e mi riportano […]

E piango

E piango non per le speranze che ho sciupato, non per le promesse che ho fatto e disatteso, né per i sogni che ho amato e presto obliato. Ma solo quando tra il troppo che potevo fare o il poco […]

E mi alzo

E mi alzo sempre anche quando precipito aldilà delle siepi, trascinato dalla fantasia di vedere che cosa c’ è in fondo. Benché a terra tra pietre e rami, guardo ciò che è intorno, ma non trovo nulla, se non le […]

E vivo

E vivo libero, con gli occhi sempre aperti, cercando e prendendo tutto quello che vedo. Non rubo nulla mi attrae solo il superfluo, che, lasciato per strada, mi diventa amico. Non mi tormento se ho poco, mi sento ricco per […]

Gesú senza scrivania

Come è triste che tanti uomini di chiesa predicano solo dal pulpito delle scrivanie, senza mai scendere tra la folla, per sentire l’odore della sua sofferenza. Si fermano alle parole scritte, quasi sempre nel disincanto della realtà, oppure ai colloqui […]

 

E ballo

palcoE ballo con la mia fantasia in un teatro di pupi,
volteggio come una rondinella allargo le braccia
guardo chi mi guarda e applaude,però sono triste,
perché diversi sono i miei pensieri, che vibrano
verità di paura e mi riportano a quello che sono.

 

E piango

senE piango non per le speranze che ho sciupato,
non per le promesse che ho fatto e disatteso,
né per i sogni che ho amato e presto obliato.
Ma solo quando tra il troppo che potevo fare
o il poco che non dovevo, ho scelto il nulla,
restando tra i rami secchi della mia inerzia.

 

E mi alzo

cadE mi alzo sempre anche quando precipito aldilà delle siepi,
trascinato dalla fantasia di vedere che cosa c’ è in fondo.
Benché a terra tra pietre e rami, guardo ciò che è intorno,
ma non trovo nulla, se non le mie tortuosità, che sfociano
in poveri desideri, che mi accecano, senza oscurare la via
di ritorno sulla quale riaccendo i fari della mia speranza.

E vivo

beneE vivo libero, con gli occhi sempre aperti,
cercando e prendendo tutto quello che vedo.
Non rubo nulla mi attrae solo il superfluo,
che, lasciato per strada, mi diventa amico.
Non mi tormento se ho poco, mi sento ricco
per ciò che sono, un recipiente che riceve
gratuitamente tanti doni in parole e gesti,
e che sempre gratuitamente li distribuisce.

 

 

Gesú senza scrivania

scrivCome è triste che tanti uomini di chiesa predicano solo dal pulpito delle scrivanie,
senza mai scendere tra la folla, per sentire l’odore della sua sofferenza.
Si fermano alle parole scritte, quasi sempre nel disincanto della realtà,
oppure ai colloqui perditempo, e si illudono così di essere veri pastori.
Purtroppo, dimenticano che Gesù non ha avuto mai una scrivania.
La penna  con cui scriveva nei cuori erano i suoi occhi.
Le sue  parole erano i respiri di verità, che riscaldavano ogni anima.
Il suo volto, immagine visibile del Padre, era la fonte dell’ amore
che bagnava chiunque si poneva in ascolto.

I preti a volte come i medici

ascol

Molti preti,a volte, sono un pò come i medici: sanno parlare, ma non sanno ascoltare.
Usano parole difficili, tecnicamente profonde, però non sempre adatte alla comprensione.
Ciò che per essi è un vocabolario semplice, almeno in apparenza,risulta complicato per chi ascolta.
Un gioco verbale che uccide ogni dialogo e pone le basi, per creare cecità nel cuore.
Sbaglia chi pensa che, solo con il parlare o lo scrivere bene, può inserirsi in chi ascolta o legge.
È necessario, invece, mostrarsi sempre disponibile, quando qualcuno chiede di essere ascoltato.
Qui, nell’incontro di due persone, di due cuori e, soprattutto di occhi che parlano,solo guardandosi,
ognuno sentirà l’odore del vero e potrà camminare con i suoi piedi,sull’ arcobaleno della verità.

Fammi sveglio

niloNon so quando,ma verrai.Mi spaventa solo se non mi trovi
così come mi vuoi.Non vorrei essere sorpreso in disfatta
Sarebbe veramente terribile non sentire più i tuoi passi
il respiro del cuore che mi vibra carezze o i tuoi occhi
che si allungano per abbracciarmi.Ti prego,fammi sveglio
per il tuo arrivo,in modo che possa guardarti e gridarti
che ti amo ancora.Non trattarmi senza preavviso,desidero
vedere la luce del tuo volto,prima che si oscuri la vita

Sognare per vivere e vivere per sognare

sog

 

Sognare per vivere e vivere per sognare può accarezzare lo scorrere del tempo,  può donare all’ esistere voglie diverse, ma non apre veri e reali orizzonti, dove ognuno scopre ciò che  é  e  quello per cui sogna e vive.

Imprigionare la vita solo in un andirivieni di sogni, fragili come il canto di una cicala, non la rende affatto appagante, anzi la diseduca dal vivere bene il suo destino,  che,  aldilà di tante contraddizioni, ha in sè la speranza delle cose di lassù.

Chiudersi, pertanto,  in questo circolo vizioso,  impedisce qualsiasi volo di conquista definitiva e sciupa il vivere e il sognare in povere appendici,  quasi ali bagnate di una farfalla,  che fa fatica persino a trovare la strada del ritorno.

Saperci sbarazzare di noi stessi

ins

Credo che il problema più delicato e difficile per ognuno di noi,  è sapersi  liberare dalle tante onde di cattiveria, odio ed invidia, che attorcigliano il cuore e lo rendono come un mare sempre agitato.

Sbarazzarci di ciò che alligna nella profondità dell’ io, dove è  nata una forma di convivenza, che fa sembrare un pò tutto normale, persino il male, è  un atto di coraggio, un gesto di vera pulizia, necessari per trovare noi stessi.

Oggi, sia nelle piccole che nelle grandi cose, non siamo più presenti a noi stessi: siamo trainati dal nostro disagio interiore, che,  finchè, come bussola orienta la vita, apre la porta a qualsiasi follia.

La verità di tanti eventi nefasti, che accadono tra di noi,  è da cercarsi appunto in questo grave disagio, che non trovando schiarita alcuna, ci veicola in un mondo di contraddizioni, dove tutto si tinge di nero.

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É difficile trovare un uomo che non ha mai pianto.

pian

É difficile trovare un uomo che non ha mai pianto.Se in lui ancora resiste un pensiero, una speranza di Dio e di umanità, troverà sempre occasioni di cuore, che gli aprono gli occhi.Anzi, chi crede di essere un duro, solo perché ostenta una maschera di insensibilità, non può non sentire le lacrime, appena riconquista la verità del suo sguardo.Esse sono il passaporto per bussare alla porta di se stesso e per vedere bene il volto di Dio.Del resto, la storia vera di un uomo non si scrive con gli occhi asciutti, ma con l’ inchiostro delle lacrime versate durante la vita.E sono sempre lacrime di sofferenza e di gioia.