… Nei calcoli non c’è amore

Quando stenderò le braccia, sognerò amoree cercherò uno a cui donare il mio cuoreNon scelgo chi m’è simpatico, ma qualcunoforse inconsistente, che ha bisogno di mePer me non conta ciò che provo, ma quantorealmente faccio per potermi condividereA volte, mentre […]

Esiste la gratitudine

Molti chiedono gratitudine per ogni gesto di benevolenza.Non avendola, spesso si chiudono in sé  e  si fanno sordi ad ogni grido di necessità.Purtroppo,  ancora pochi sono quelli che hanno imparato a donare senza corrispettivo.E  pochissimi  quelli che provano gioia più […]

Nel poco vibra il cuore     Ciò che dono vale poco rispetto a quanto ricevo.Anche se do con gioia e senza aspettare alcunché,neppure un sorriso, perché so che la gratitudineè solamente un respiro, che nasce e subito muore,io ricevo […]

Non so ciò che vali

Osservando il tuo volto così pulito e grazioso suscita nel mio cuore respiri di sincero amore

AMARE

Come è difficile amare chi non si conosce. Tuttavia, non posso non amarti, perché lassù c’è Chi mi dice di amarti.

 

La bellezza del donare

Il poeta contemporaneo, Giorgio Caproni, scrive:” Tutti riceviamo un dono. Poi non ricordiamo più né da chi né che sia. Soltanto ne conserviamo, pungente e senza condono, la spina della nostalgia”.

La storia di ognuno è  un intarsio di doni ricevuti e presto dimenticati . Nemmeno il tempo per dire grazie che subito si accende la speranza di chiedere qualcos’altra.

E’ un circuito senza sosta, dove  non esiste ingratitudine del sorpasso: ciò che conta è avere qualcosa, che solo quando manca, accende il ricordo e, quindi,  la spina della nostalgia. Non tanto della presenza di chi ha donato , quanto dell’assenza  della cosa ricevuta.

Purtroppo, viviamo in un mondo strano, dove la riconoscenza è solo  un arco di tempo, che va da un piacere all’altro. E in questo frattempo così  breve, nonostante tutto,  ognuno potrebbe sperimentare una grande verità:  la bellezza di donare indipendentemente  da ogni genere di grazie.

E quando  nel cuore di chi dona c’è la consapevolezza che la  vera gratitudine non viene dall’uomo, ma da Dio, perché ogni gesto è  fatto in nome e per conto suo, allora ogni dono, anche il più insignificante, diventa effluvio di gioia e di felicità.

Pertanto, aldilà della non riconoscenza  o della spina di nostalgia che potrebbe motivare un dono, è sempre piu bello dare che ricevere: il cuore si allarga di tenerezza  e vola nel cielo del vero Amore.

Scrivere la propria identitá

Gli occhi, la mente ed il cuore degli uomini moderni non hanno più davanti a sé altre mete, se non quelle di correre sempre sugli stessi circuiti dell’ interesse e dell’ effimero.

Hanno smarrito, durante la giornata, il desiderio di levare al cielo un pensiero, un sospiro di richiesta: corrono senza alcuna fiducia, se non in se stessi.

E proprio qui cadono, anzi precipitano, perché una vita con gli occhi bassi, prigioniera della ragnatela da essa intessuta, rischia di imbattersi in un precipizio.

Pertanto, oggi più che mai, è necessario aprire gli occhi al cielo, non per eludere la realtà, che resta sempre un misto di stupore e di pensosità, ma per cercare, al di là del visibile, quelle pagine ancora bianche, in cui é possibile scrivere la propria identitá di figlio di Dio.

La fedeltà nelle piccole cose

fedLa grandezza di un vero cristiano non si misura sull’ eroicità dei suoi comportamenti, ma sulla fedeltà quotidiana alla fede, all’amore, alla giustizia e a tutti gli impegni assunti nel battesimo.

E’ facile essere eroi per una volta, ma è  difficile vivere da eroi e, soprattutto, essere fedeli nelle piccole cose.

Ed è  proprio questa fedeltà, che racchiude il respiro di grandezza ed imprime il sigillo dell’ autenticità cristiana.

Diceva Sant’Agostino che ” le piccole cose sono veramente piccole, ma essere fedeli nelle piccole cose, diventa una cosa grande”.

Noi possiamo diventare una ” cosa grande ” soltanto se impariamo ad essere fedeli nelle piccole cose.

La tristezza di molti cristiani

C’è una tristezza leggibile sul volto di molti cristiani che nasce dalla consapevolezza di non ascoltare e vivere in coerenza la Parola di Dio, rinchiusa in una sorta di perbenismo, che appaga l’apparenza, ma non il cuore.Il loro è un ascolto non vibrante, che non scende in profondità, fino a sentire il tormento di sé, al cospetto di ciò che proclama.Si perdono nelle amenità di vuoti ritualismi, che accarezzano la corteccia della mente, ma non allargano il respiro dell’anima che desidera il volto di Dio.E sono proprio costoro che tolgono alla fede il suo sorriso e la vestono spesso con una coltre di ipocrisia, che uccide ogni credibilità.Invece, oggi più che mai, il cristianesimo ha bisogno di trasparente semplicità e, soprattutto di volti sorridenti, nei quali ognuno può vedere e sentire il profumo di Dio.

Ad Auschwitz

Come me,anche tu non puoi dimenticare quanto
accaduto in questi recinti:l’umano fu ucciso
Qui Dio pianse davanti alla pazzia dell’uomo
chiuse gli occhi,perché più non lo riconobbe
Ad Auschwitz ho visto il diavolo della morte
che sorrideva ancora,persino a poveri scarti
Ho sentito intensi brividi di sangue versati
dalla ferocia di chi fu peggiore del diavolo
Ho letto sui bagagli le speranze del ritorno
scritte con variegati numeri di appartenenza
Ovunque in ogni angolo m’è sembrato di udire
respiri di dolore,che trasudavano dalle foto
Nulla era inosservato.Tutto tirava gli occhi
smarriti nella visione di scarpe di ogni età
Capelli ammucchiati,recipienti multiuso,cose
sbiadite di vita quotidiana,vestiti di bimbi
Un mondo ancora sanguinante,dove gli sguardi
erano grappoli di lacrime per tanta tragedia

L’invidia non gratifica

L’ invidia é un sentimento del tutto straniero al mio modo di pensare ed agire.Guardo sempre con interesse chiunque incontro nel mio cammino, ben sapendo che  da  tutti, aldilà  di  ciò  che  rappresentano, posso ricevere qualcosa.Mai mi piango addosso, vedendo altri migliori di me;  anzi, mi ringalluzzisco, rubando da essi quello che mi manca.Rodersi al cospetto di chi é veramente bravo, rivela solo una povera fragilità psichica, che, se non misurata nel tempo, diventa cattiveria.Del resto, l’invidia  non gratifica, ma impoverisce nel cuore e nella mente.Invece, chi  con  semplicità riconosce  il talento altrui e cerca di emularlo, si arricchisce e vive senza il tarlo della gelosia.

Né bene né male

Di me non parlare né bene né male:amami come sono
solo alla fine mi devi pesare e puoi capire tutto
anzi,darai una ragione persino all’insignificante
che non manca mai in ciò che dico e saprai veritá
che l’apparenza d’occasione non offre,ma il tempo
dipinge nella cornice di quello che io sono stato
Non un bambino capriccioso,ma uomo da marciapiedi
con gli occhi mai stanchi e le mani sempre aperte
mai indisponibile ed attento a donarsi a chiunque
trafitto dalla povertà;uomo dal volto mai incerto
ma pulito,pronto a far vibrare l’anima e il cuore
con il respiro dell’umiltà e della sua semplicità

La nascita del nuovo Anno

Perdersi nel tempo senza gustare il suo scorrere è profondamente triste. Non cogliere la possibilità di vita, che ogni istante racchiude in sé, è come un lento morire alle meraviglie, che lo spirito dona a chi si lascia aprire dalla sua bellezza. E’ solo uno smarrirsi in tante corse senza meta che creano un  senso di vuoto  e di insoddisfazione.

E’  la storia di molti, che si consumano in un movimento perenne, senza mai nutrire speranze reali di  futuro, bagnato dalla volontà di essere e non di sembrare nel solito circuito di fragili finzioni.

Al cospetto di quest’anno, già morente tra il chiasso e la baldoria, quasi celebrazione liberatoria di tutto ciò che non produce piacere o non è moda, è indilazionabile l’urgenza di rivisitare  il proprio vissuto, onde cercare e trovare nuove spinte propulsive, per configurare e qualificare quell’onda di umanità, che rende tutti più buoni e, soprattutto, più attenti  a quelle sue orme, che il tempo incide in ogni cuore.

Se ognuno di noi, senza lasciarsi invadere dalla tristezza, riuscisse a domandarsi: da dove vengo, chi sono, dove vado, il tempo non sarebbe più  un semplice recipiente di ricordi brutti o belli prossimi all’oblio, ma un lezionario di belle pagine, nelle quali ognuno potrebbe leggere  la storia della sua vita, elevata anche dall’arcobaleno delle cose di lassù.

La nascita del nuovo Anno  possa per tutti  allargare gli orizzonti della vita, non più sospesa ad un tempo mai controllato ed intensamente vissuto, ma ad un Kairos, che permetta di percepire la parola dell’Eternità entrata nel tempo, per donare ad ognuno una vera rinascita umana e cristiana. Auguri di cuore a tutti.

 

Preghiera: liberaci dalla Pandemia

Signore Gesù, mai come oggi avvertiamo tante fragilità

Travolti dal flagello di questo virus, ci sentiamo spenti

Pur sapendo che Tu sei unica Speranza della nostra vita

spesso andiamo altrove, da chi vende briciole di illusioni

La paura del morire figurata in immagini drammatiche

ha svilito persino la voglia di pregare, ci ha depositato

nello scrigno della solitudine, rendendoci come aquile

senza artigli e prive di ali, per volare liberi nel Tuo cielo

Ora che sembriamo uccelli bagnati, asciugaci con il tuo

amore, salvaci da questo mostro invisibile che aleggia

ovunque, facendoci prigionieri delle nostre incertezze.

Mostraci il Tuo volto di misericordia, sostienici sempre

con la bellezza del cuore, che non conosce abbandono.

Continua a guarire gli infermi, fascia le ferite di tutti noi

Non smettere di accrescere la nostra fede, dono divino

che ci aiuta a superare le sofferenze di questo momento

Te lo chiediamo per intercessione di Maria, il cui respiro

di Madre, tua e nostra, è un effluvio costante di carezze.

AMEN

 

Il teorema

Amo la verità,non quella finta che nasce
dai teoremi e trafigge la vita dell’uomo
Nessuno ha paura di ciò che è vero:tutti
temono le trappole,in cui possono cadere
Ciò che si argomenta dietro la scrivania
nel bene e nel male,non sempre fa verità
Chi si diverte a convertire in vero idee
nate dal grembo del falso,non ha umanità
La verità nasce vera e si impone da sola
quella dei teoremi si sgretola con colpi
È meno responsabile chi esegue dei ponti
che chi li progetta senza scienza alcuna
La verità vive nel tempo,il teorema cede