Non cambi mai

Non cambi mai,sembri una immagine perfetta di ieri e direi di sempre,neppure il tempo sibila sul volto le corde del suo scorrere, tutto è uguale,persino il sorriso riflette senza rughe la tua primavera e chi ti vede non ricorda ciò […]

Aldilá di quello che sei

Aldilá di quello che sei,un povero millantatore di ciò che non hai ti guardo con amore,perché sotto la corteccia tu nascondi emozioni di semplicità,che ti rendono ricco di simpatia,quasi come un bimbo che pago di ciò che dice fa,gode per […]

Guida di luce

Un giorno non lontano cambierò,toccherò sponde nuove le calpesterò senza nostalgia,anzi su di esse volerò con ali di libertà preso solo dal fascino della meta Più non sentirò voci di richiamo nè segnerò immagini nella cornice del cuore tranne la […]

Sempre oltre

Mai mi fermo alla soglia dell’orizzonte Vado sempre oltre. Non per curiosità,ma per ritrovarmi nel cuore dell’infinito,dove scopro chi veramente sono.

Vai da solo

Vai da solo senza paura di notte,mentre altri dormono sulle vie di periferia dove,pur sapendo che ogni cosa è imprevedibile, raccogli come samaritano cocci umani sparsi qua e là, poi li accarezzi li deponi nel cesto del tuo cuore, che […]

 

Al di là dell’oggi

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Troppo immersi nella conquista dell’ oggi e di quanto produce,
proviamo fastidio persino ad usare le parole, che potrebbero aprire
la vita oltre la morte.
Uccidiamo l’aldilà, paurosi di sciupare il piacere di vivere
e non ci rendiamo conto che, così facendo, massacriamo ogni istante
in un turbinio, senza il sapore di una speranza vera.
Eppure, non é la morte che incute paura, ma è  l’ inutilità della vita
che crea il suo terrore.
Se siamo oggi seriamente poveri nello spirito, non é dovuto alla vita,
che pur conserva straordinari pizzichi di novità, ma all’ assenza
dei pensieri ” ultimi “, che, se insorgessero in ciascuno di noi,
la trasformerebbero in un tempo per amare, per dare, per espiare.
E certamente saremmo felici sia per la vita, che corre verso le cose di lassù,
sia per la morte, che può bussare, quando vuole, alla sua porta,
che troverebbe sempre aperta

Verso la gioia

desertoSolo tu rinnovi i miei pensieri,rinfreschi la vita che tende ad assopirsi
mi fai sentire veramente un altro in continua attesa,persino di ciò che è
in chiaroscuro,mi apri ogni finestra e come da un oblò vedo la mia verità
dalla quale cadono le scaglie della bugia e lentamente si gemma di stelle
che mi tracciano,aldilà di ogni deserto vissuto,il cammino verso la gioia

 

A me piace stare da solo

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A me piace stare da solo.
Lontano dal chiasso mi sento diverso, provo nuovi fremiti,
che mi aprono all’ Amore vero.
Gli parlo e mi parla, mi ascolta e l’ascolto: un dialogo tra amici,
che mi rende sereno e mi fa vedere tutti gli altri in uno specchio
di profonda umanità. Qui, in silenzio, mi cerco e mi sento cercato.
E quasi sempre ci ritroviamo e camminiamo insieme sull’arcobaleno del cielo,
dove l’ anima avverte il fruscio di Dio, una scia penetrante, che mi indica
le vie  da fare, per giungere al porto della pace.

Le mie lacrime sono diverse dalle tue.

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Le mie lacrime sono diverse dalle tue.
Le mie rivelano profumo d’ amore, le tue solo odore di rabbia.
Io corro sognando circuiti senza trofei,
per cui perdere o vincere nulla mi toglie o mi aggiunge.
Resto sempre me stesso, felice di ciò che sono e se piango
è solo perchè vedo altrove e non in me tanto dolore.
Nulla di ciò che è umano trascuro: esso mi appartiene.
Invece, tu piangi con gli occhi chiusi, consumato dalla morsa
del tuo cuore, scivolato in tanti rivoli di delusione.
Sì, perche hai voluto appenderti solo  ai tanti arcobaleni di gloria,
sui quali credevi di camminare come se avessero avuto basi solide,
ma ti sei ritrovato giù come un fagotto.
Ecco perchè è più duro il dolore di chi rovina, dopo aver pensato solo a se stesso.

Trafitto dalla maschera

esserePreferisco uno sguardo cattivo,ma sincero ad un sorriso ipocrita
Davanti al primo so come comportarmi,al secondo sono affascinato
dalla sua dolcezza, che mi avvinghia,finché non insorge la verità
E cado deluso,trafitto dalla maschera di chi ha saputo ingannare

 

Se avessi fede

teDa chiunque vado,so sempre ciò che devo chiedere
non ho fretta,misuro ogni parola,fisso gli occhi
di chi mi ascolta e spesso ricevo ciò che voglio
Invece quando vengo da te,non trovo parole,fremo
nel poco che dico,non ti presento nulla,balbetto
solo un saluto voluto dal tempo che mi porta via
Eppure tu mi daresti molto di più,se avessi fede
pure un granellino potrebbe piegare il tuo cuore
e trasformare in un miracolo vero cio che chiedo

 

Mi sono ritrovato

Non sei tu a fuggire da me;io me ne vado
sicuro di trovare altrove ciò che voglio
Non aspiro mai a ciò che non posso avere
conosco i miei limiti e non corro aldilá
Anzi,stare nei limiti è la mia coscienza
che comanda sia il tacere che il parlare
Tu non ritenerti unico:sei uno tra tanti
anche se mi dispiace,vivo se non ti vedo
Certo,un giorno ritornerà il tuo ricordo
ma sarà come un fascio di sola tristezza
Ho seguito il silenzio,parlando in cuore
dove ho deciso di rimanere con me stesso
Così,andando via da te,mi sono ritrovato

Piangere

Quando hai voglia di piangere,nasconditi
assaggia il silenzio dell’anima e medita
Trova e rispondi ai perché dell’angustia
poi,se vuoi,puoi piangere pure a dirotto
Non impoverire la bellezza delle lacrime
sono preziose,per scivolare nelle inezie
Riservale per momenti seri,che di sicuro
vivrai e vibreranno non senza sofferenza
Qui vale la pena sentire odore di pianto
che libera cuore e mente dalle fragilità
Chi teme di piangere o non ha mai pianto
è solo uno che veste,ma non vive da uomo
La ragione di chi piange è nel suo cuore

La mia verità

Lassù sulla cima del monte,io mi sentivo
un vero qualcuno e non più uno tra tanti
Mi giravo attorno,guardavo a valle,tutto
fremeva di stupore tra bellezze di fiori
Più lo sguardo si allargava,più sembrava
che il cielo fosse catturato dagli occhi
Non più da mendicante,ma da padrone vado
in esso,benchè sedotto da mille pensieri
Nulla di fittizio mi sfiora,è il mistero
che m’avvolge,spingendomi sempre lontano
Qui numero ciò che scopro e in ogni cosa
sempre domando chi veramente io tu siamo
Una guida di luce m’indica la mia verità

Ed io più non volo

Mi fa paura vedere la mia vita,assorbita
dal tempo,che corre senza nessuna tregua
Più la osservo e più mi sembra inclinata
quasi fosse modellata da ritmi impietosi
Anche se molte tracce ricordano come era
tanti segni rivelano i traumi dell’usura
Le rughe,che erano come vezzi delle dame
oggi incidono solchi,che acuiscono l’età
Per quanto scherzo con i ricordi di ieri
mi scopro di non avere le ali per volare
Ed io più non volo,neppure a bassa quota
solo cammino pensoso e misuro ciò che ho
Purtroppo,niente può ripararmi dal tempo