Fammi sveglio

Non so quando,ma verrai.Mi spaventa solo se non mi trovi così come mi vuoi.Non vorrei essere sorpreso in disfatta Sarebbe veramente terribile non sentire più i tuoi passi il respiro del cuore che mi vibra carezze o i tuoi occhi […]

sog

Sognare per vivere e vivere per sognare

  Sognare per vivere e vivere per sognare può accarezzare lo scorrere del tempo,  può donare all’ esistere voglie diverse, ma non apre veri e reali orizzonti, dove ognuno scopre ciò che  é  e  quello per cui sogna e vive. […]

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Saperci sbarazzare di noi stessi

Credo che il problema più delicato e difficile per ognuno di noi,  è sapersi  liberare dalle tante onde di cattiveria, odio ed invidia, che attorcigliano il cuore e lo rendono come un mare sempre agitato. Sbarazzarci di ciò che alligna […]

pian

É difficile trovare un uomo che non ha mai pianto.

É difficile trovare un uomo che non ha mai pianto.Se in lui ancora resiste un pensiero, una speranza di Dio e di umanità, troverà sempre occasioni di cuore, che gli aprono gli occhi.Anzi, chi crede di essere un duro, solo […]

amic

La bellezza del donare

Il poeta contemporaneo, Giorgio Caproni, scrive:” Tutti riceviamo un dono. Poi non ricordiamo più né da chi né che sia. Soltanto ne conserviamo, pungente e senza condono, la spina della nostalgia”. La storia di ognuno è  un intarsio di doni ricevuti […]

 

II Domenica dopo Natale

La liturgia di questa II^ domenica dopo Natale è ancora pervasa dallo spirito natalizio; gustiamo ancora lo stupore del mistero della nascita di Gesù Cristo, il quale fissa la Sua tenda in mezzo a noi, per introdurci nello splendore della conoscenza e della intimità di Dio.

Le tre letture bibliche, attraverso un intreccio di tematiche, che evidenziano l’armonia fra Antico e Nuovo Testamento, offrono alla nostra considerazione l’amore silenzioso e manifesto di Dio verso la creatura, dalla quale aspetta il suo esodo, cioè la sua uscita da sé per incontrarLo.

Nella prima lettura, ripresa dal libro del Siracide, contempliamo la Sapienza, la quale esce dalla stessa bocca di Dio per approdare sulla terra. Qui, fissa la sua tenda a Gerusalemme; prende in eredità il popolo di Israele, e con esso si incammina verso il tempio, per celebrare il culto.

Pertanto, all’origine del mondo creato, della predilezione che Dio nutre verso Israele e dello stesso culto, c’è la sapienza di Dio, che, uscendo da sé, rompe il silenzio ed entra in contatto con le sue creature.

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Mons.Pasquale D’Anna:vero uomo e vero sacerdote

Cinquant’anni vissuti alla sua ombra in un intreccio di parole e di silenzi,di sguardi e di gesti sempre proiettati alla creazione di un futuro comune, mai lontano da quel senso profondo  di ecclesialità  che costituiva il suo modus vivendi. Il suo approccio alle cose e alle persone era irrorato da un alto spirito di rispetto e di giustizia,che, a primo impatto, dava l’impressione di una serietà imperiosa,invece lentamente si scioglieva nella dolcezza di un cuore che si apriva alle ansie e alle altrui richieste.

Non era una figura di altri tempi,distante dalla realtà così rumorosa ed insieme affascinante,ma un uomo  vero,impregnato di una grande umanità, chiamato ad essere dal Signore  suo sacerdote per sempre.Un ministero svolto in maniera esemplare, tanto da costituire per la sua Parrocchia e l’intera Arcidiocesi di Capua un punto di riferimento sia  per le piccole che per  le grandi scelte.

Ora Mons. Pasquale D’Anna ha concluso il suo pellegrinaggio,che veniva da Lui considerato solo una breve pausa prima di iniziare il grande gioco dell’Eternità.Con Lui vola in alto un pezzo di storia locale e diocesana non per cadere nell’oblio,ma per ergersi ad esempio,sulla cui lunghezza ognuno,laico o sacerdote, possa progettare il suo domani nell’orizzonte di una feconda fraternità umana e sacerdotale.

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Visita al Carcere di S.Maria C.V

C’è un mondo vivo,profondamente umano,dove ogni volto è una storia,nelle cui pieghe si cela un intarsio di emozioni e di sofferenza per gli affetti lasciati e mai abbandonati:è il mondo delle carceri,dove i sorrisi di felicità si contano raramente,gli sguardi di tristezza,invece,aleggiano negli occhi di tutti.

Una tristezza che non si allontana dalla loro dignità e sembra farsi speranza,radicata nella consapevolezza che un giorno il deserto che stanno vivendo,al di là degli accadimenti che li hanno travolti,possa trasformarsi in un giardino,irrorato dalla solidarietà dei benpensanti.

Mai l’ascolto di un canto natalizio aveva penetrato,fino alla sofferenza la mia anima,come quello suonato e cantato,oggi 30 dicembre 2013,dai detenuti del carcere militare di  Santa Maria  nella Caserma Ezio Andolfati.

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Etica e politica

La mia è una riflessione che nasce dall’immediatezza della visione del contesto sociale,dove si assiste certamente  ad uno spettacolo non edificante del vissuto politico,caratterizzato da comportamenti poco morali,se non addirittura contrastanti  con la stessa etica politica.

Oggi nessuno  può negare questo degrado politico,non perché “la politica sia in sé  una cosa sporca”,ma perché chi fa politica ,purtroppo,dimentica  facilmente che essa è essenzialmente un servizio a vantaggio della collettività,e non per il proprio particolare interesse.

In questa riflessione non voglio entrare nel merito dei rapporti tra etica e politica come valori assoluti,che generano non pochi problemi di coscienza,anche perché il rapporto reale tra etica e politica è un passaggio molto importante,soprattutto quando si ha a che fare con la potenza e la violenza. A tal uopo,mi permetto di richiamare la vostra attenzione solo su due concezioni  diverse di vedere il rapporto politica ed etica.

Secondo il Machiavelli,per avere prospettive di successo l’agire politico deve impiegare,in piena autonomia,la sua forza e la sua abilità senza l’intralcio di scrupoli morali. Pertanto,la frode e la crudeltà sono ammesse come mezzo contro chi si oppone al perseguimento dell’utile. Il principe – e Cesare Borgia insegna – è libero anche dai principi morali e religiosi.

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Il fascino dello Spirito Santo

 

Tu non credere che sia facile

parlare o ascoltare la Parola

di Dio o sia possibile capire

il Vangelo,se in me che parlo

e in te che ascolti è assente

Lui,lo Spirito Santo che apre

il cuore alle sorprese,brucia

ciò che è secco,facendo verde

ogni speranza di futuro verso

le cose di lassù,per le quali

Egli“soffia come vuole,quando

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Il fascino di Gesù

Tu credi che siano le parole

degli altri a dare alla vita

un senso.Ma non è così.Tu se

vuoi riscrivere la vita vera

la tua e quella del prossimo

nella verità di Dio,soltanto

con le parole del Vangelo lo

puoi fare. Quante parole hai

ascoltato,ma nessuna aveva e

ha l’odore della vita eterna

come quelle di Gesù.Lui solo

che vive in Dio,sa le parole

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Buon Natale

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Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti voi.