Non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo!

serNon è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo!
«Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà» (Evangelium gaudium). La preghiera imbastita non solo delle nostre richieste di grazie, ma soprattutto di gratitudine verso il Signore fa posare automaticamente il Suo sguardo amorevole su di noi. E noi come reagiamo alla provocazione di chi ci domanda:-Che amore è il tuo se non sente la necessità di parlare della persona amata, di presentarla, di farla conoscere? La Sua vita, i Suoi modi di trattare i poveri, i Suoi gesti, la Sua coerenza, la Sua generosità quotidiana e semplice, ed infine la Sua dedizione totale verso gli altri si rivelano preziosi, perché sono capaci di fornire risposte a tutti i nostri interrogativi esistenziali e/o personali. «La Verità è in grado di penetrare là dove nient’altro può arrivare. La nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore». Solo in questo modo, coloro che soffrono, coloro che domandano il nostro aiuto, coloro che attendono da noi una parola di conforto riconosceranno nel nostro cuore la Sua presenza, e non sapranno più fare a meno della Sua infinita tenerezza. «Non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto, e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, ci orienti, ci spinga dove Lui desidera» (E.G.)

A cura di Teresa Perillo

 

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