Leggendo Ernesto Buonaiuti,sacerdote deluso

Un dubbio mi possiede:perché la Chiesa

invece di persuadere con il linguaggio

della carità,usa a volte quello severo

menando alle ortiche il ruolo di madre?

Perché non vive l’amore perdonante che

rompe ogni corteccia di errore ed apre

il cuore alla novità,invece di gridare

condanne o protocolli di emarginazione?

E’ possibile che non avverte il dolore

di tanti sacerdoti,oggi non più tali e

un tempo figli amati,che si scorticano

le mani per vivere nel duro quotidiano?

Una madre,per quanto contrariata,cerca

sempre il respiro del suo amore,invece

la mia Chiesa,mia madre,resiste,statua

rigida,all’assenza di chi ancora l’ama

E mentre allarga l’arcobaleno di amore

verso tutti,mostrando la sua maternità

getta alle spalle la sofferenza di chi

errando perse in essa la primogenitura

 

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