Un dubbio mi possiede:perché la Chiesa
invece di persuadere con il linguaggio
della carità,usa a volte quello severo
menando alle ortiche il ruolo di madre?
Perché non vive l’amore perdonante che
rompe ogni corteccia di errore ed apre
il cuore alla novità,invece di gridare
condanne o protocolli di emarginazione?
E’ possibile che non avverte il dolore
di tanti sacerdoti,oggi non più tali e
un tempo figli amati,che si scorticano
le mani per vivere nel duro quotidiano?
Una madre,per quanto contrariata,cerca
sempre il respiro del suo amore,invece
la mia Chiesa,mia madre,resiste,statua
rigida,all’assenza di chi ancora l’ama
E mentre allarga l’arcobaleno di amore
verso tutti,mostrando la sua maternità
getta alle spalle la sofferenza di chi
errando perse in essa la primogenitura

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