Il dramma degli immigrati.
Una visione crudele, che celebra il requiem di tutto ciò che sa di umano.
E senza lacrime.
Solo fugaci emozioni, che si sciolgono man mano che le immagini di morte si accavallano.
Pur dimenticandoci del passato, frustrato dalle stesse scene di disperazione,
affogate in acque diverse, viviamo il presente come se fosse la trama di un film,
dove chi muore è per finzione e non nella realtà.
Finalmente, un volto di un bambino innocente, bellissimo, che le onde hanno depositato sulla spiaggia, è riuscito a farci gridare e spezzare la mostruosità della nostra coscienza!
Grazie sconosciuto bambino siriano, vero angelo, che, morendo, hai risvegliato nei Grandi il ritorno all’ umanità.

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