È triste chiudersi nelle proprie mura, blindarsi in esse
senza aprirsi a barlumi di luce o donare briciole d’ amore.
È bello invece interpretare le pareti e le stesse mura della propria casa
come qualcosa di elastico, usabile per chiunque bussi e chieda un sorriso di ospitalità.
Non è forse vero che, un giorno, l’ usura del tempo divora tutto, persino le mura più solide,
mentre lascia intatti quei cestini di carità, che il cuore prepara ed offre senza preferenza?
Finchè l’ uomo vivrà appeso all’ idolatria delle sue cose e si misura solo su di esse, godrá si
del suo scrigno dorato, ma mai sentirá in pienezza il profumo della sua e dell’ umanità altrui

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