Domenica di Pasqua: finalmente Vita !

La Pasqua è per noi cristiani il centro della nostra fede, il giorno atteso, in cui celebriamo solennemente la vittoria di Cristo sul peccato, sulla morte, sul dolore, sul ripiegamento di se stessi e su tutto ciò che opprime l’uomo. È il giorno in cui è offerto un nuovo senso alla vita, in cui il Risorto chiede di andare oltre ciò che umanamente è comprensibile, per aprirci al mistero della salvezza. In questo Santo giorno, Gesù Vivente ci chiede di abbandonare tutto ciò che ha il sapore della morte nella nostra esistenza, come la tristezza, le preoccupazioni, le amarezze, le sconfitte, la ricerca tormentata di quella felicità effimera data dall’adesione ai vari idoli. Cristo, invece, ci invita ad aprirci a Lui, a fidarci di Lui, ad accogliere la sua Vita, a risorgere con Lui per aprirci a questa “novità” di Dio e assumere sempre di più il suo volto di amore pieno e di libertà autentica. “Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo”. Finalmente il cammino della Quaresima finisce. Il Signore Risorto si fa incontrare: dissipa le tenebre e dona la luce nuova. La Pasqua è, infatti, la vita nuova offerta, all’uomo, dal Cristo Risorto; è il mistero dell’amore di Dio che si svela e che dona speranza, dando significato nuovo alla sofferenza e alla morte. Il brano di Giovanni racconta la visita al sepolcro, prima della Maddalena, poi dei discepoli. Questi ultimi riconoscono, nei segni dei teli e del sudario, che qualcosa di straordinario è avvenuto, qualcosa che a loro più volte era stato preannunciato, ma che non avevano compreso. Solo quando sono lì, dinnanzi a quella tomba vuota, la fede si fonda, si radica e cresce: l’Amore mai sconfitto di Dio permette loro di comprendere, di aprire i cuori e così, il discepolo amato, “vide e credette” (Gv 20,8). La Pasqua, allora, è giorno di gioia, perché la tristezza svanisce, il peccato e la morte sono sconfitti. Spesso, però, la vita eterna è vista solo come qualcosa che appartiene ad un futuro lontano; ma non è così perché è dono offerto già oggi, da accogliere e vivere già qui, sulla terra. Al cristiano, al battezzato, questa vita nuova è già data quando viene immerso nell’acqua e nello Spirito Santo. Si realizza, così, la promessa del Cristo, cioè che: “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).

a cura di don Agostino Porreca

 

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