Ciò che mi addolora

Ciò che mi addolora non è il peso dell’età

che ancora freme nell’incanto delle stelle

e sente il profumo della bellezza che vede

ma i tanti giorni marciti senza nulla dire

del mio esistere su cui calava come coltre

funerea il sipario della vera nullafacenza

Adesso sembrano povere memorie di cadaveri

che rendono triste il passato quasi musica

di doloroso addio a un tempo che non è più

giorni privi di fiori frutti,alberi secchi

ove tutto correva noiosamente senza attesa

neanche del domani,visto solo per mangiare

Quanto pagherei per rianimare almeno pochi

di quei giorni consumati senza nome,invece

di singhiozzare pensando al poco che resta!

IL poco che,nonostante tutto pur mi prende

e mi attrae,segnando nuovi cammini di luce

sui quali incontro il volto le mani di Dio

e gusto,pregando,la tenerezza di sua Madre

2 Risposte to “Ciò che mi addolora”

  1. Teta ha detto:

    Chissà quanti sono i naufragi e i fallimenti a cui siamo destinati: di fronte ad essi subito cediamo alla rassegnazione, biasimiamo duramente noi stessi per non essere stati capaci di schivarli scivolando silentemente nella botola oscura della disperazione perché in balia dei sensi di colpa. Ciò che non ci piace del nostro passato ,purtroppo , sopravvive alla memoria come una traccia indelebile, ma se la sua presenza comincia ad infastidirci vorrà dire che, la vita ha cambiato decisamente prospettiva, equilibri aprendosi ad orizzonti di senso inattesi e consolanti.

    • filoltre ha detto:

      Il desiderio di riavere almeno pochi sprazzi del tempo passato, per viverli diversamente con gli occhi e il cuore di oggi, è segno veramente di aspirazioni solenni, che spaziano nell’orizzonte delle cose di lassù. Ed è proprio qui che cerco di scoprirmi nella mia veritá. E mi sento felice. Grazie

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