A Benedetto XVI

Non è una statua di marmo logorato
dall’intemperie né un dirimpettaio
cieco alla vicenda della chiesa,ma
un pastore che prega soffrendo,ama
perdonando,dialoga tremando,guarda
nauseato il letame,che pur resiste
ai moniti lanciati e non ascoltati
Un mondo che si fa sempre più duro
davanti a un Dio che sembra debole
non è agevole gestire il vincastro
del potere,ormai pesante per l’età
in una chiesa,dove s’argomenta più
per comandare che per servire bene
Non sconfitto,ma innamorato di Dio
depone se stesso nelle Sue braccia
lasciandosi cullare dal vero amore
che altri non gli seppero mai dare
Come e perché si è dimesso segnano
un mistero impenetrabile,ove tutto
realtà ipotesi fantasia si prostra
a pensieri pesanti,che avviliscono
la fede e aprono la porta ai dubbi

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