La nascita del nuovo Anno

Perdersi nel tempo senza gustare il suo scorrere è profondamente triste. Non cogliere la possibilità di vita, che ogni istante racchiude in sé, è come un lento morire alle meraviglie, che lo spirito dona a chi si lascia aprire dalla sua bellezza. E’ solo uno smarrirsi in tante corse senza meta che creano un  senso di vuoto  e di insoddisfazione.

E’  la storia di molti, che si consumano in un movimento perenne, senza mai nutrire speranze reali di  futuro, bagnato dalla volontà di essere e non di sembrare nel solito circuito di fragili finzioni.

Al cospetto di quest’anno, già morente tra il chiasso e la baldoria, quasi celebrazione liberatoria di tutto ciò che non produce piacere o non è moda, è indilazionabile l’urgenza di rivisitare  il proprio vissuto, onde cercare e trovare nuove spinte propulsive, per configurare e qualificare quell’onda di umanità, che rende tutti più buoni e, soprattutto, più attenti  a quelle sue orme, che il tempo incide in ogni cuore.

Se ognuno di noi, senza lasciarsi invadere dalla tristezza, riuscisse a domandarsi: da dove vengo, chi sono, dove vado, il tempo non sarebbe più  un semplice recipiente di ricordi brutti o belli prossimi all’oblio, ma un lezionario di belle pagine, nelle quali ognuno potrebbe leggere  la storia della sua vita, elevata anche dall’arcobaleno delle cose di lassù.

La nascita del nuovo Anno  possa per tutti  allargare gli orizzonti della vita, non più sospesa ad un tempo mai controllato ed intensamente vissuto, ma ad un Kairos, che permetta di percepire la parola dell’Eternità entrata nel tempo, per donare ad ognuno una vera rinascita umana e cristiana. Auguri di cuore a tutti.

 

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